Storia

      E' iniziato tutto nel 2006 con l'immediata disponibilità offerta dal Cantiere Valdettaro al Comune di Porto Venere per realizzare, alle sue banchine, un raduno di barche d'epoca.  Sull'onda del successo del raduno di vele latine organizzato dal Comune  in quella primavera (allora era sindaco Salvatore Calcagnini), maturò l'idea di  attrarre nell'insenatura barche più grandi, più importanti, con l'obiettivo di ritessere i fili di una storia che vide, proprio nel Cantiere Valdettaro, il cuore pulsante dell'arte dei maestri d'ascia.  Furono  Corrado Ricci (giornalista, originario delle Grazie) e Francesco Barthel (originario di Firenze, armatore della barca d'epoca Mopi e fondatore dell'Associazione vele storiche  Viareggio), sulla scia dell'arrivo del Lulworth (il cui team ebbe un ruolo propulsivo nell'organizzazione del primo raduno),  a  stimolare il Comune di Porto Venere a battere le rotte verso gli orizzonti della qualificazione dell'ospitalità nautica delle Grazie per  le barche d'epoca.
      Quel seme - alimentato dal museo degli attrezzi dei maestri d'ascia realizzato da Pietro Ricci,  l'appeal delle regate organizzate da Massimiliano D'Elia responsabile della  Sezione velica della Forza e Coraggio e dalle mostre culturali   curate dell'architetto Stefano Faggioni - ha dato frutti, in un crescendo di signore del mare giunte a popolare la banchina comunale e in  un crescendo di protagonismo del Cantiere Valdettaro.
      Questo, oltre ad essere meta logica delle imbarcazioni per refitting e restauri, dal 2008 in avanti ha assunto un ruolo propulsivo ed esclusivo nell'organizzazione del raduno delle imbarcazioni storiche che si salda, impreziosendoli, ai festeggiamenti patronali della Madonna delle Grazie, nella proiezione della  giornata-clou dell'8 settembre; ciò in una sinergia di intenti e passioni con la Pro Loco, animatrice della Sagra del Polpo (che storicamente si svolge ai giardini pubblici) e del cartellone dei eventi popolari.  Peculiarità del raduno, che lo distingue dagli altri, è proprio l'approccio popolare, sociale e quindi culturale. Gli armatori delle barche ospiti del raduno sono chiamati, con l'iniziativa "Benvenuti a bordo" a farle ammirare in banchina con visite guidate e anche imbarchi, in occasione della rituale  parata che si colloca a conclusione delle regate che avvengono, altra peculiarità,  con sfide dirette nelle quali i premi sono messi in palio dagli armatori stessi. Nelle prime edizioni la circostanza della coincidenza con la festa patronale è valsa anche ad esplicare un gioco di sponda a favore del più importante raduno biennale di imbarcazioni d'epoca a vela, quello di Imperia, collocatosi a meta del mese di settembre, di qui il nome identificativo "Sulla Rotta d'Imperia".  

      Nel 2013 - verificato che nel 2006, 2008 e 2010 erano comunque poche le barche che dalle Grazie poi facevano prua per Imperia e che dal ponente non giungevano gli auspicati riscontri all'assist fornito dalle Grazie - il raduno cambia denominazione, con l'obiettivo di consolidare la centralità del Cantiere Valdettaro nell'organizzazione dell'evento e  sviluppare la strategia  di fondo che ad esso presiede: custodire la memoria del passato dell'attività cantieristica delle Grazie, nelle sue dimensioni di ingegno e arte incarnate dai maestri d'ascia, con l'obiettivo di allargarne gli orizzonti di conoscenza al di là del golfo e dell'Italia e quindi l'ambizione di dare spessore internazionale al raduno. Di qui la denominazione  "Valdettaro Classic Boats" individuata dal giornalista (ed enciclopedia-vivente delle barche d'epoca) Paolo Maccione. Un raduno, quello del 2013, che fa  apripista alla Festa della Marineria - che nei primi giorni di ottobre porterà nel golfo della Spezia le tall ship partecipanti alla regata mediterranea  - e che intende stimolare il più ampio processo di consolidamento del Golfo dei poeti a teatro di eventi marinareschi (nautici e culturali) per la messa in rete degli stessi nella logica di sistema.