Chi siamo

      Il Cantiere Valdettaro, teatro del raduno di imbarcazioni storiche, è il cuore pulsante dell'omonimo e variegato gruppo industriale nautico, un cuore alimentato da una tradizione che viene da lontano e porta agli stessi avi della famiglia dell'amministratore del cantiere, il dottor Ugo Vanelo, avi che nell'Ottocento fondarono i primi stabilimenti navali delle Grazie, che poi ebbero storie autonome.
      Rilevato nel 1997, il cantiere ha rappresentato il secondo anello del processo di espansione nel golfo dell'attività imprenditoriale della famiglia Vanelo, dopo la realizzazione del Marina del Fezzano.

      La nuova frontiera si è poi spostata dalla parte opposta del Golfo dei Poeti: in quel di Melara; sempre con la ’griffe’ del Cantiere Valdettaro, è stato acquistato un capannone di 11.500 metri quadrati per il ricovero delle imbarcazioni, a temperatura controllata; poco più in là, a Pagliari, nella nuova darsena per le imprese artigianali della nautica, il gruppo ha collezionato un'altra realtà produttiva storica, con l'obiettivo di rilanciarla: il Cantiere Navale Canaletti.
      Tutto ciò mentre in parallelo il gruppo ha dato vita ad una base industriale 'terzista', cioè al servizio di altri marchi, nell’ex zona Montedison a Massa: lì operano Valdettaro Shipyard specializzata nella costruzione di scafi in vetroresina e Valdettaro Navi specializzata nella costruzione di scafi per mega yacht in metallo. Una dinamicità considerevole quella espressa negli ultimi anni dalla famiglia Vanelo di Carrara, leader nella lavorazione di graniti delle cave delle Alpi Apuane, ma con il «pallino» per le barche da diporto per la passione che accomuna il 'dominus' Giorgio ai due figli, Ugo e Filippo, il primo Presidente dei Giovani Industriali della Spezia.

      Il Cantiere Valdettaro delle Grazie è la meta logica, per i lavori di manutenzione, delle barche custodite nel marina del Fezzano, ma è soprattutto il luogo deputato alla custodia e alla 'rinascita' delle barche d'epoca, con l'effetto indotto di qualificare il cosiddetto porto museo, e cioè la peculiarità dell'insenatura delle Grazie, con le sue banchine, col suo cantiere.
      Sì, le barche d’epoca sono di casa alle Grazie: ci sono, fra le altre, vere e proprie ‘regine’, imponenti per dimensione e struggenti per la loro bellezza: la goletta a vele auriche Deva, il gaff cutter Lulworth.

      Il clou del museo galleggiante si raggiungerà ora col " Valdettaro Classic Boats ", il raduno delle imbarcazioni storiche che si salda con i festeggiamenti patronali della Madonna delle Grazie. Il meeting, con corredo di sfide dirette fra le barche, mostre ed eventi culturali in banchina, è ormai diventato un classico, con indotto "innamoramento" degli armatori, conquistati dal borgo e dalle potenzialità del cantiere, quanto a custodia e lavori di manutenzione.

      Al Valdettaro sono presenti per gli alaggi e vari, un tavel lift da 200 tonnellate e una gru semovente da 30 tonnellate, 2000 metri quadrati di capannoni, 15mila metri quadrati di piazzali.
      L’assistenza è a 360 gradi con l’elemento caratterizzante per il lifting alle signore del mare; valenti maestri d’ascia, eredi della tradizione cantieristica, costituiscono le ‘perle’ umane del Cantiere Valdettaro, teatro di un travaso di conoscenze a garanzia della ‘salvaguardia ’ dell’antico mestiere, che si proietta anche a dare impulso al suo sviluppo, col progetto di ospitare una vera e propria palestra formativa per i giovani. Non solo barche di legno, ma anche realizzate con materiale composito, in acciaio e in alluminio, trovano al Cantiere Valdettaro tutte le risposte alle esigenze manutentive ordinarie e straordinarie. In cantiere c’è anche un centro antiosmosi. Per la verniciatura degli scafi e dei loro interni, c’è un’area a temperatura controllata. Ciò in parallelo al servizio di veleria e di tappezzeria.

      Ai blocchi di partenza, intanto, dopo le recenti autorizzazioni amministrative, i lavori per l'attuazione del progetto teso all'ottimizzazione tecnico funzionale degli spazi del cantiere, con spostamento delle lavorazioni pesanti nell'area più distante dal paese, rifilamento della linea di costa e consegna al borgo di un'area in fregio alla strada principale. Già per settembre i lavori dovrebbero essere prossimi alla conclusione e i visitatori potranno apprezzare il nuovo assetto.

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