ARCHIVIO 2010

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      09/10/2010

      3░ edizione Sulla Rotta d'Imperia

       

      E' stato il Konigin II, lo yacht di 23,70 metri di lunghezza, classe 1912, che dal ’48 al ’56 fu di base delle Grazie, a portare indietro le lancette dell'orologio del paese nel raduno di imbarcazioni storiche del 2010. Sessantaquattro anni dopo, ad un passo dal centenario, è tornato alle Grazie, dove venne custodito nel dopoguerra. Allora si chiamava Serenella, per volere degli armatori Sereni  che, così, vollero 'rompere' con la storia pregressa, quella degli anni Trenta quando, col nome di Fiamma Nera, a Fiumicino, fu l’«alcova» segreta di Benito Mussolini, per incontrare Claretta Petacci. Materia per gli storici. Al Valdettaro lo yacht è venuto  per riannodare i fili del rapporto col vecchio equipaggio graziotto, a mostrare la bellezza delle sue linee e il rigore del restauro diretto dall’architetto Massimo Paperini.

      Ad imporsi sulla banchina è però stato il brigantino Nave Italia dove, per l'occasione è avvenuta la cerimonia di passaggio di consegne fra i comandanti: il capitano di vascello Giovanni Tedeschini ha ceduto il comando al parigrado Antonio Massimo Polacci.

      Complessivamente 36 le signore del mare presenti. A fare da cornice le loro ancelle: le (più piccole) barche a vela latina radunate dalla Compagnia delle vele latine, con la regia di Roberto Bertonati. Le mostre espositive hanno battuto le rotte della memoria, quella della storia delle Grazie e dei suoi cantieri; il progetto grafico e di allestimento è stato curato dall’architetto Paola Poletti per Bolle-Lab, Chiara Boninu e Andrea Venturini per Revolution Crew, in collaborazione con Alessandra Giorgi, con il coordinamento dell’architetto Stefano Faggioni.

      Il raduno ha celebrato anche la memoria degli altri uomini di mare che costituiscono, insieme ai maestri d'ascia, la bandiera del paese: i palombari. L'ha organizzata l' Historical Maritime Society, con Gianfranco Vecchio. In vetrina reperti d'epoca e gioielli tecnologici del Cnes della Polizia e del Comsubin. Una mega vasca di vetro ha consentito ai piccoli, assistiti dagli esperti, di provare il brivido delle immersioni.

      Tesa ad esplorare un capitolo dimenticato, quello delle paranze.

      La mostra curata Alberto Vignali. Fra le chicche del raduno, che lo distingue dagli altri analoghi, l’appuntamento giornaliero  "Benvenuti a bordo" che ha offerto ai visitatori l’occasione di ammirare da vicino le storiche “bellezze del mare” ormeggiate in banchina. A posare gli occhi sui piccoli e grandi monumenti naviganti i 26 artisti  che hanno dato vita all’«Estemporanea di pittura» organizzata da Anna Rosa Dosi.

      Ma ancora prima degli artisti a documentare le suggestioni offerte dalle signore del mare (sul mare e in banchina)  e dai loro equipaggi (invitati a posare in un set a terra sotto i riflettori per il ritratto di famiglia) è stato l'artista della fotografia Davide Marcesini. Il raduno ha costituito anche il luogo giusto per il premio giusto. Il riferimento è al  Premio Mopi, istituito dall’armatore Francesco Barthel (colonna del raduno), per stimolare gli armatori a ricostruire la storia delle loro barche e a dettagliarla con una ricerca scritta,  corredata di documenti e  foto d'epoca. Nell'occasione la giuria composta dallo stesso Francesco Barthel, dal comandante Flavio Serafini e da Corrado Ricci,  ha aggiudicato il premio all'armatore Gaetano Terrini per la ricerca sul suo cutter aurico centenario Moya, da cui è nato anche un libro.

       

       

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      Regate

      Regate 2010

      E' stato il Konigin II, lo yacht di 23,70 metri di lunghezza, classe 1912, che dal ’48 al ’56 fu di base delle Grazie, a portare indietro le lancette dell'orologio del paese nel raduno di imbarcazioni storiche del 2010. Sessantaquattro anni dopo, ad un passo dal centenario, è tornato alle Grazie, dove venne custodito nel dopoguerra. Allora si chiamava Serenella, per volere degli armatori Sereni che, così, vollero 'rompere' con la storia pregressa, quella degli anni Trenta quando, col nome di Fiamma Nera, a Fiumicino, fu l’«alcova» segreta di Benito Mussolini, per incontrare Claretta Petacci. Materia per gli storici.
      Al Valdettaro lo yacht è venuto per riannodare i fili del rapporto col vecchio equipaggio graziotto, a mostrare la bellezza delle sue linee e il rigore del restauro diretto dall’architetto Massimo Paperini.

      Ad imporsi sulla banchina è però stato il brigantino Nave Italia dove, per l'occasione è avvenuta la cerimonia di passaggio di consegne fra i comandanti: il capitano di vascello Giovanni Tedeschini ha ceduto il comando al parigrado Antonio Massimo Polacci.

      Complessivamente 36 le signore del mare presenti.
      A fare da cornice le loro ancelle: le (più piccole) barche a vela latina radunate dalla Compagnia delle vele latine, con la regia di Roberto Bertonati.

      Le barche iscritte all'edizione 2010

      IMBARCAZIONE CANTIERE PROGETTISTA L.f.t. Baglio Armo Anno Varo
      Alboran Carlini Ing. Roberti 13,45 3,10 Cutter 1963
      Aleph Abeking & Rasmussen Henry Rasmussen 16,18 3,38 Yawl 1951
      Aurora Amas Vart Colin Archer 10,60 4,20 Ketch 1924
      Bamba Baglietto Francesco Giovannelli 13,97 2,55 8 mt. SI 1927
      Bella Seconda Gino D'Este Charles Nicholson 14,90 2,75 Sloop 1969
      Berenice Sangermani Cesare Sangermani 10,50 3,09 Sloop 1972
      Blow Up Sangermani Cesare Sangermani 10,02 3,20 Sloop 1969
      Cadamà Cantiere Beconcini J. Laurent Giles 22,00 5,12 Ketch 1971
      Cintra William Fife William Fife ? ? 12 mt. SI 1909
      Coppelia Newman & Son John Tew 9,80 2,70 Marconi 1951
      Dalgra III Baglietto Henry Copponex 9,45 1,90 5.5 mt. SI 1953
      Deva Krupp Cox & Stevens 47,50 ? Gaff Schooner 1930
      Ghost Pouvrean Gunnar L. Stennak 9,60 2,00 Requin 1963
      Grifone Ohlsen ? 9,20 1,60 5.5 mt. SI 1963
      Ilda Cantiere di Recco Cantiere di Recco 11,20 2,91 Cutter 1946
      Javelin Summers & Payne Alfred Edward Payne junior 26,00 4,50 Gaff Ketch 1896
      Konigin II Abeking & Rasmussen Abeking & Rasmussen 21,42 4,70 Yawl 1912
      Lulworth White Bros Herbert W. White 36,87 6,60 Guff Cutter 1920
      Lunaria Carlini Carlo Sciarrelli 11,85 3,45 Sloop 1976
      Makara Gadanska Z.J. Milewski & M.F. Plucinski 10,00 2,55 Cutter 1964
      Manta Pietro Tarabocchia Mario Tarabocchia 13,98 3,50 Cutter 1935
      Margaret Anker e Jensen Johan Anker 16,00 2,40 8 mt. SI 1926
      Melisande Woodnutts Alfred Westmacott 9,32 2,62 Cutter 1928
      Miranda III Costaguta Attilio Costaguta 15,29 2,44 8 mt. SI 1938
      Mopi Pietro Tarabocchia Dante Ceschina 10,23 2,86 sloop 1953
      Nave Italia ? ? 61,00 ? Brigantino 1910
      Nuvola Pouvreau Gunnar L. Stennak 9,60 2,00 Requin 1964
      Oloferne Russo Cesare Sangermani 23,00 ? Goletta 1944
      Orianda Carl Andersen Faaborg Oscar W.Dahlstrom 25,90 5,05 Staysail Schooner 1937
      Orion Camper & Nicholson Charles Nicholson 49,50 7,18 Gaff Schooner 1910
      Patience Camper & Nicholson Charles Nicholson 23,50 4,22 Cutter 1931
      Quinto Remo Paese di Cadimare n.d. 13,67 ? Caracca 2005
      Red J.A. Silver Ltd John Bain 23,95 4,60 Motor Sailer 1947
      Rondine II Sangermani Cesare Sangermani 17,65 3,80 Yawl 1948
      She III CN 71 Doug Peterson 12,34 3,89 Cutter 1978
      Susanna II Sangermani J. Laurent Giles 19,70 4,40 Yawl 1964
      Tirrenia II H.R. Stevens Frederick Sheperd 18,54 3,85 Ketch 1914
      Tuna IV Santucci e Pacini ? 9,50 3,00 Ketch 1958
      Vagabond ? ? 16,76 4,00 Schooner 1934
      Whitefin
      Bruce King 27,00 ? Sloop ?
      Zephir Alfred Lockart T. Herrison Butler 6,63 2,18 Sloop 1939
      Zigoela Checchi Ugo Faggioni 13,50 3,90 vela latina 1998
       

      Altri eventi

      Eventi 2010

      Le mostre espositive hanno battuto le rotte della memoria, quella della storia delle Grazie e dei suoi cantieri; il progetto grafico e di allestimento è stato curato dall’architetto Paola Poletti per Bolle-Lab, Chiara Boninu e Andrea Venturini per Revolution Crew, in collaborazione con Alessandra Giorgi, con il coordinamento dell’architetto Stefano Faggioni.
      Il raduno ha celebrato anche la memoria degli altri uomini di mare che costituiscono, insieme ai maestri d'ascia, la bandiera del paese: i palombari. L'ha organizzata l'Historical Maritime Society, con Gianfranco Vecchio. In vetrina reperti d'epoca e gioielli tecnologici del Cnes della Polizia e del Comsubin.

      Una mega vasca di vetro ha consentito ai piccoli, assistiti dagli esperti, di provare il brivido delle immersioni.
      Tesa ad esplorare un capitolo dimenticato, quello delle paranze, la mostra curata Alberto Vignali.

      Fra le chicche del raduno, che lo distingue dagli altri analoghi, l’appuntamento giornaliero "Benvenuti a bordo" che ha offerto ai visitatori l’occasione di ammirare da vicino le storiche “bellezze del mare” ormeggiate in banchina.

      A posare gli occhi sui piccoli e grandi monumenti naviganti i 26 artisti che hanno dato vita all’«Estemporanea di pittura» organizzata da Anna Rosa Dosi. Ma ancora prima degli artisti a documentare le suggestioni offerte dalle signore del mare (sul mare e in banchina) e dai loro equipaggi (invitati a posare in un set a terra sotto i riflettori per il ritratto di famiglia) è stato l'artista della fotografia Davide Marcesini.

      Il raduno ha costituito anche il luogo giusto per il premio giusto. Il riferimento è al Premio Mopi, istituito dall’armatore Francesco Barthel (colonna del raduno), per stimolare gli armatori a ricostruire la storia delle loro barche e a dettagliarla con una ricerca scritta, corredata di documenti e foto d'epoca. Nell'occasione la giuria composta dallo stesso Francesco Barthel, dal comandante Flavio Serafini e da Corrado Ricci, ha aggiudicato il premio all'armatore Gaetano Terrini per la ricerca sul suo cutter aurico centenario Moya, da cui è nato anche un libro.